Lui & Lei
Racconto 2 Capitolo 9 La Nuda Verità
27.02.2026 |
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Accelerai, mano che volava sull’asta, palle che sbattevano contro la sedia..."
Ogni sera era diventata un appuntamento fisso. Appena Elena andava a dormire, chiudevo la porta della mia stanza, accendevo la webcam, e Diletta era lì ad aspettarmi. Il costume da bagno nero era sempre lo stesso: il tessuto lucido che fasciava le tette enormi, capezzoli duri che spingevano contro la stoffa come se volessero strapparla, tanga strettissimo che si infilava tra le grandi labbra gonfie, cameltoe perfetto che si delineava ogni volta che si muoveva. Non si era mai spogliata, non si era mai toccata davanti a me. Eppure, ogni sua parola mi faceva esplodere.Quella sera entrò in video con un sorriso diverso, più caldo, più intimo.
“Ciao cucciolo… stasera voglio vederti tutto. Spogliati per me, come sempre. Ma fai piano… voglio godermi ogni centimetro.”
Obbedii, camicia via, pantaloni giù, boxer che scivolarono lenti rivelando il cazzo già duro, vene gonfie che pulsavano sotto la pelle liscia, cappella viola lucida di pre-cum che gocciolava in fili trasparenti. Mi sedetti sulla sedia, gambe spalancate verso la cam, mano che avvolse l’asta.
“Bellissimo… guarda come è grosso stasera,” sussurrò Diletta, voce roca. “Mi piace da morire quando cola così tanto. Pompalo piano, Marco. Fammi vedere come cresce per me.”
Pompai lento, palmo che scivolava sulla cappella bagnata, palle che si contrassero pesanti. Lei si mosse sulla sedia, tette enormi che rimbalzarono leggermente nel costume. Poi, con un sorriso malizioso, portò le mani dietro la schiena e slacciò il reggiseno del costume. Il tessuto cadde piano, scoprendo le tette nude: enormi, sode, capezzoli scuri e larghi eretti al massimo, areole grinzose che si contraevano al fresco della stanza.
“Cazzo…” gemetti, mano che accelerò involontariamente.
“Piano, cucciolo… guarda bene. Sono tutte per te stasera.” Si prese i seni tra le mani, li strizzò, capezzoli duri che spuntarono tra le dita. “Segati più veloce ora… voglio vedere quel cazzo pulsare mentre guardi le mie tette.”
Obbedii, pompando forte, suono bagnato che riempiva la stanza, pre-cum che colava abbondante sulle dita. Lei si alzò in piedi, si girò di lato per farmi vedere il profilo delle tette, poi si chinò verso la cam: capezzoli vicinissimi all’obiettivo, duri come sassolini.
“Ti piacciono? Immagina di succhiarli mentre ti segui… sborra pensando alla mia bocca sulle tue palle.”
Venni con un rantolo: schizzi densi che colpirono il monitor, colando in rivoli bianchi sulla tastiera, sul mouse, sul pavimento. Quattro getti potenti, poi un rivolo lento. Lei gemette piano: “Sì… che sborrata bellissima. Guarda quanta ne hai fatta… sei incredibile, Marco.”
Ma non aveva finito. Si sedette di nuovo, mani che scivolarono sui fianchi. Con un movimento lento, tirò giù il tanga strettissimo: il filo nero si staccò dalla figa gonfia, labbra carnose e rasate che si aprirono rivelando l’interno rosa e bagnato, clitoride sporgente che pulsava visibile anche in cam. Era completamente nuda, tette enormi che ondeggiavano, figa aperta e gocciolante.
“Ora siamo pari,” sussurrò, spalancando le gambe verso la cam. “Guardami… è tutta bagnata per te. Pompalo di nuovo, Marco. Voglio venire con te.”
Ripresi a masturbarmi, cazzo che si indurì subito nonostante l’orgasmo appena finito. Lei infilò due dita nella figa, pompò lento con suoni squelch densi, clitoride sfregato con il pollice, umori che colarono sulle cosce. “Sì… segati forte, cucciolo… fai vedere quel cazzo grosso che pulsa per la mia figa.”
Accelerai, mano che volava sull’asta, palle che sbattevano contro la sedia. Lei infilò tre dita, pompò violento, figa che si contrasse, squirting improvviso: getti caldi e trasparenti che schizzarono sulla cam, bagnando l’obiettivo in rivoli appiccicosi, gemito roco che mi fece esplodere di nuovo: schizzi potenti che colpirono lo schermo, colando sul monitor, sulla tastiera, sul pavimento.
Restammo ansimanti, lei nuda e gocciolante, io svuotato ma ancora duro.
“Marco…” disse piano, voce tremante. “Non voglio più solo guardarti. Voglio sentirti. Voglio quel cazzo dentro di me. Domani sera, stesso orario… vieni da me. Ti mando l’indirizzo. Voglio che mi fai squirtare dal vivo.”
Il cuore mi esplose nel petto. “Sì… verrò. Voglio tutto di te.”
Chiusi la cam, cazzo molle ma tremante di eccitazione. Domani sarebbe stato reale. Non più uno schermo. Non più solo una voce.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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